|
Poverina...il mal di testa la rese puttana!
Erano le prime ore del pomeriggio quando lei mi telefonò per dirmi "stasera non mi chiamare perché ho un gran mal di testa, quando torno a casa andrò subito a dormire”.
Il mal di testa è imprevedibile, ma da un mese a quella parte stava diventando prevedibilissimo...
In quel momento però non me ne rendevo conto… Ero innamoratissimo, talmente innamorato che soffrivo anche io all’idea che lei avesse questi continui mal di testa; "poverina" pensavo.
Negli ultimi tempi avevo iniziato a frequentare poco anche gli amici, non uscivo più, non mi piaceva l’idea di andarmi a divertire lasciandola a casa, mi sembrava di fargli un torto. Così ero diventato un animale domestico…: dvd, play station e musica.
Un giorno però, alla solita telefonata pomeridiana…”…non mi sento tanto bene…ho un po’ di mal di testa…”, poi aggiunse, “…non mi chiamare mi raccomando”. Quel ‘mi raccomando ’ mi suonò un po’ strano, mi iniziarono a venire mille pensieri ed altrettanti dubbi.
I cellulari all’epoca erano un privilegio di pochi e né io né lei facevamo parte di quelle persone ‘privilegiate’. Quindi l’unico modo per togliermi il dubbio era quello di chiamarla a casa quella sera e magari di disturbare anche la madre, oppure….
Chiamai un mio amico, l’unico con il quale non mi sarei vergognato di fare una figura di merda… Dovevamo aspettarla all’uscita del suo lavoro, senza farci vedere naturalmente e seguirla per vedere se andava veramente a casa.
Fabrizio non solo si era reso subito disponibile, era addirittura eccitato dall’idea di fare un pedinamento. Lui si presentò con degli occhiali scuri ed una sciarpa al collo che gli copriva mezzo viso e mi disse “…così non mi riconosce, poi se serve c’ho anche quello” ed indicò un cappello modello ‘Antonello Venditti’ poggiato sul pianale posteriore della sua Fiat Uno.
Così quella sera ci appostammo, con la sua macchina, nell’attesa che lei uscisse dal suo posto di lavoro. E mentre il mio amico si sentiva un agente della CIA che doveva svolgere una missione segreta, io mi sentivo una merda.
Dopo una lunga attesa iniziammo addirittura ad armeggiare con il cofano della macchina aperto fingendo un guasto al motore, e proprio in quel momento lei uscì.
Fabrizio:”…aho’, è uscita una che gli somiglia, però mi sa che non è lei perché sta con uno..”. Per non farmi vedere infilai la testa praticamente dentro il cofano della macchina, poi mi girai per vedere anche io quella coppia…, era LEI! Poi dissi a Fabrizio “…e quello chi è?” e Fabrizio “…e io che cazzo né so’…seguiamoli”. Siamo saliti in macchina, lui al volante con il cappello di Venditti in testa ed io dietro, tutto accucciato per non farmi vedere e sotto shock . Dopo il primo semaforo Fabrizio mi disse “me li so’ persi…”, ma a me bastava così, e fu proprio lì che dissi ma chi me l’ha fatto fare.
Due cose erano certe; Fabrizio non valeva niente come pedinatore e lei era una gran puttana.
Ora, dopo circa 12 anni, con una moglie e due figlie ci rido su. E Fabrizio non è diventato un investigatore privato
Commento del regista: Se me li sono persi...è perchè non ti sei chiesto cosa successe in quei secondi in cui la incrociai...
...amico mio... all'epoca ero l'essere più "acquistabile" di questo mondo...
|